Piergiorgio Pradella svolge la sua attività a Verona dove è nato.

Terminati gli studi d’arte, nel 1982 fonda il proprio studio di progettazione e si laurea tardivamente, nel 1998, in Disegno Industriale-Civil Engineering, con l’importante progetto per il riassetto di “Piazza delle Erbe” di Verona.

L’architetto ama particolarmente variare nella scelta progettuale dei settori d’intervento: ne è un esempio il contract, che lo ha portato negli anni a lavorare in America, Russia, Giappone e un po’ in tutta Europa; tuttavia predilige il redesign, ovvero la rievocazione di modelli storici dal passato, giungendo alla creazione di un nuovo classico o più propriamente di elementi contemporanei caratterizzati da forte memoria. Considerando che la società attuale sia il risultato di correnti e stimoli molto contrastanti e nemmeno più catalogabili, ritiene vi sia spazio per infinite proposte d’arredo; tutte però con un unico obiettivo: nello sviluppo del progetto, infatti, deve essere mantenuto intatto il concetto originario di casa, inteso come luogo in cui il nostro essere interiore ritrova armonia ed equilibrio attraverso simbolismi di solida costruzione culturale. Si preoccupa costantemente dell’aspetto culturale del progetto, dando vita talvolta a dei prodotti che sono stati accolti dal pubblico con entusiasmo tanto da divenire essi stessi modelli di riferimento.
Considera che la genesi di un progetto sia lo studio della tipologia di gusto e di filosofia da trasmettere, da cui poi scaturisce una ricerca sul mondo che l’architetto intende di volta in volta avvicinare, preoccupandosi subito di coglierne gli aspetti fondanti e cercando poi di immedesimarsi, ad esempio, nel periodo stesso che sta studiando o analizzando.
Una volta stabilito e capito cos’è l’essenza stessa del nuovo progetto, diventa possibile trasferire sulla carta l’entusiasmo del nuovo prodotto.